Il Cesanese: Storia e Fascino del Rosso Laziale

Il Cesanese: Storia e Fascino del Rosso Laziale

Il Cesanese, storico vitigno del Lazio, rappresenta una delle espressioni più autentiche della viticoltura romana. Il nome "Cesanese" deriva da "cesa," termine locale che sta per "bosco abbattuto" o "terra dissodata," in riferimento alle aree boschive tagliate per far spazio ai vigneti, specialmente nelle zone di Affile e Piglio. Coltivato fin dai tempi dell’Impero Romano, quando già Plinio il Vecchio lo elogiava nei suoi scritti come “nettare prelibato che allieta l’animo,” il Cesanese trova conforto su terreni vulcanici e colline soleggiate e nelle miti brezze mattutine che favoriscono la maturazione delle uve, regalando un vino dalle sfumature intense e profonde. Alcune cronache medievali, inoltre, menzionano il Cesanese come "vino delle corti," servito in occasioni solenni o durante le feste di nobili famiglie laziali. Anche durante il Rinascimento, il Cesanese godeva di popolarità, quando era particolarmente apprezzato per i suoi sentori speziati e il suo carattere corposo, un vino “di grande forza e profumo,” come riportato in alcuni documenti dell’epoca e nel 1838 nel Libro Mastro dell'Abbazia di Subiaco si trovano riferimenti alla vendemmia di Cesanese relativamente a Subiaco e Piglio. Solo negli ultimi decenni, grazie a un rinnovato interesse per i vitigni autoctoni, il Cesanese ha ritrovato una nuova popolarità, ottenendo la prima DOC nel 1073 e diventando il simbolo enologico di una regione, il Lazio che guarda con fiducia verso il futuro e la tradizione enogastronomica con un approccio moderno. Rosso rubino intenso, il Cesanese si distingue per il profumo di frutti rossi maturi e spezie. Note di ciliegia, prugna e pepe nero si intrecciano a una sfumatura floreale che evoca le violette di campo, “con l'aroma delle campagne perdute,” come ricorderebbe Pasolini. Al palato, si rivela avvolgente, con tannini morbidi e un’acidità piacevole, che lo rende perfetto per i piatti della tradizione laziale, dall’abbacchio al forno alle pappardelle al sugo di lepre, esaltando il sapore, in perfetta armonia come un canto popolare tra i vigneti. Oggi, le etichette di Cesanese, vengono premiate a livello internazionale e testimoniano finalmente il forte legame tra vino, territorio e storia. Sorso dopo sorso, il Cesanese racconta la cultura e la bellezza del Lazio, offrendo un’esperienza unica che affonda le radici in una storia millenaria. C’è ancora molto da fare ma stiamo sulla strada giusta.

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